Salerno, trovato ordigno bellico, scatta allarme, 5mila evacuati

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Il ritrovamento di un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale, che potrebbe esplodere, ha fatto scattare l’allarme a Salerno. Circa 5mila abitanti della zona del Carmine stanno per essere evacuati dalle proprie abitazioni. Il ritrovamento dell’ordigno ha comportato l’interruzione del traffico ferroviario tra nord e sud Italia. In Prefettura è riunito il centro di coordinamento dei soccorsi.

La maggior parte degli evacuati saranno ospitati da parenti o amici; nelle prossime ore saranno a disposizione anche lo stadio e gli istituti scolastici. L’evacuazione è già in corso ed è stato anche bloccato il traffico ferroviario, mentre gli artificieri hanno circoscritto la zona dove è stata trovata la bomba.

Per il momento i treni provenienti dal nord vengono fatti fermare a Napoli, quelli in arrivo dal sud a Battipaglia. Nella sede centrale delle Ferrovie dello Stato è stata subito allestita una unita’ di crisi per coordinare tutte le iniziative e ridurre il più possibile i disagi per i passeggeri.

La bomba da 500 libbre, di fabbricazione inglese a a spoletta differenziata, è stata scoperta durante i lavori di scavo in via Michelangelo Schipa, per la realizzazione di box auto sotterranei. A quanto si è appreso, l’ordigno è stato incautamente spostato durante i lavori e ciò potrebbe provocare un innesco chimico. Lo sgombero riguarda tutti gli abitanti in un raggio di 250 metri. Sul luogo sono intervenuti carabinieri, polizia, vigili del fuoco, artificieri e funzionari della prefettura.

Gli artificieri dell’Esercito al momento non possono tentare alcun disinnesco. Devono infatti in primo luogo capire se lo spostamento della bomba da parte di una pala meccanica abbia determinato l’innesco chimico. In tal caso non si potrebbe fare alcun intervento sulla bomba: l’esplosione di questo tipo di ordigni – spiegano gli esperti – avviene nel giro di 144 ore dall’innesco chimico. Solo dopo che sia trascorsa questo tempo (a decorrere quindi dallo spostamento avvenuto nel primo pomeriggio) gli artificieri potranno provvedere al disinnesco.

fonte www.tgcom.mediaset.com

Salerno: ordigno bellico in Via Rafastia, evacuate 5000 persone fino a domenica

Un ordigno bellico e’ stato ritrovato questo pomeriggio a via Rapastia nel centro di Salerno. L’ordigno risalente alla Seconda guerra mondiale del peso di 250 kg e’ stato ritrovato durante i lavori di ristrutturazione. Al momento dopo un lungo incontro in prefettura e’ stata predisposta l’evacuazione di un’ampissima area del centro cittadino.Sono circa 5mila le persone che in queste ore sono state invitate a lasciare le proprie abitazioni. A rendere ancora piu’ complessa l’operazione la presenza nell’area interessata di una clinica privata di cui i degenti dovranno essere trasportati all’ospedale di Salerno San Giovanni Di Dio e Ruggi D’Aragona. I tempi stimati per disinnesco dell’ordigno sembra siano di 144 ore a partire da adesso, cinque giorni.Al momento il sindaco, vincenzo De Luca, ha chiesto ai cittadini di trovare se possibile situazioni provvisorie di alloggiamento. Mentre l’esercito sta allestendo nel vecchio Stadio Vestudi, una tendopoli per garantire il soggiorno a tutti coloro che non hanno alternative. –

Molto ampia la zona da evacuare, circa 250 m: Via Pio XI fino alla UILDM, via Vernieri, Via Matteo Silvatico, via M. Schipa, una parte di Via Arce, Piazza Mutilati, Via Gonzaga, via Fieravecchia per 50m. dagli Archi dei Diavoli in giù, Via Dei Principati, Via Grafeo, Via P. da Eboli, parte di via Costantino l’Africano. Leggi l’elenco completo delle strade interessate dal dispositivo di sgombero. Da evacuare anche la Chiesa del Carmine, il Liceo Tasso, l’Istituto Genovesi, l’Ospedale Vernieri, gli uffici del Catasto e della Procura, l’Asilo Nido Vernieri, l’asilo Santa Teresa.

Per informazioni ed indicazioni ci si può rivolgere al Comando dei Vigili del Fuoco al nr. 800 890033 o allo 089 663111 Stadio Vestuti 089 666644.

I cittadini sono stati invitati a lasciare, per ragioni di sicurezza, le proprie abitazioni con calma ma celermente portando con sè eventuali farmaci di uso quotidiano o salva-vita, documenti di identità, dopo aver chiuso porte e finsetre e i contatori di acqua, gas ed elettricità. Le Forze dell’Ordine garantiranno la sicurezza di persone e cose con particolare attenzione per evitare casi di sciacallaggio.

Per le persone che non avessero parenti o amici presso i quali alloggiare in questi giorni si sta allestendo una tendopoli presso lo Stadio Vestuti. Inoltre posti letto si stanno approntando presso la clinica Tortorella e la Scuola Elementare Medaglie D’Oro.

L’evacuazione è resa dovuta alla necessità di procedere al disinnesco dell’ordigno che potrebbe impiegare fino a 144 ore.

  • L’epicentreo è Via Rafastia. Il raggio di evacuazione è di 250 metri. Confine Nord, Via Pio XI fino alla UILDM (quelli con necessità spostati all’Ospedale Da Procida), tutta Via Vernieri fino a Matteo Selvatico (l’apice del Trincerone), una parte di Via Arce, tutta Piazza dei Mutilati, Via Gonzaga, Via Fieravecchia (dagli Archi del Diavolo a scendere per 50 metri), Via de Principati, Via Grafeo, Via Pietro da Eboli, una parte di Via Costantino l’Africano. Evacuati gli uffici della Procura, del Catasto, il Liceo Tasso, l’Asilo Nido Vernieri, l’asilo Santa Teresa, la ASL di Via Vernieri. Il numero verde del comando dei vigili urbani è 800.89.00.33ELENCO STRADE EVACUATE
    LA PLANIMETRIA DELL’AREA
    L’ordinanza del Sindaco De Luca fonte www.salernonotizie.it
  • In 5mila via dalle case, caos anche per i treni

  • PETRONILLA CARILLO Cinquemila persone dovranno lasciare le proprie abitazioni per 144 ore. Sono gli abitanti dell’area circoscritta ieri dai tecnici della Protezione civile riuniti d’urgenza dal prefetto Claudio Meoli dopo il ritrovamento di una bomba aerea di fabbricazione inglese in via Rafastia, alle spalle di via Michelangelo Schipa. L’ordigno, rinvenuto dagli operai della ditta che sta realizzando il parcheggio sotterraneo nei pressi degli uffici giudiziari, è stato ritenuto «pericoloso» prima dagli artificieri del reparto operativo del comando provinciale dell’Arma e poi dai militari del Timavo, il Nucleo Geni Guastatori della Brigata Garibaldi di Caserta. Vi sono difatti due spolette ancora attive mentre la bomba pesa 500 libbre. E non solo. Gli artificieri hanno anche constatato che si tratta di un tipo di ordigno ad «innesco ritardato». Cioè, una volta smosso (come è accaduto nel momento del ritrovamento) può esplodere nel giro delle successive 144 ore a causa di una particolare reazione chimica. Prima di domenica mattina, dunque, neanche gli artificieri dell’esercito potranno avvicinarsi e lavorarci provvedendo a rendere innocui l’ordigno prima di trasferirlo a Persano per farlo brillare. Anche se sarà fondamentale il sopralluogo che faranno questa mattina gli uomini della Brigata Garibaldi, agli ordini del capitano Fabio Fazzino. L’evacuazione. Le abitazioni individuate sono quelle che rientrano nei 250 metri dall’area nella quale è avvenuto il ritrovamento. Già ieri mattina, quando l’ordigno ha fatto capolino tra il terreno smosso dalle ruspe, i piccini che frequentano l’asilo presso l’istituto delle suore di via Michelangelo Schipa, sono stati rimandati a casa. Subito dopo è toccato agli uffici giudiziari di via Rafastia, alle chiesa del Carmine e a quella dei cappuccini e via di seguito. Off limit tutta l’area compresa dall’uscita dell’autostrada di Salerno centro fino a via dei Principati, compresa piazza San Francesco, piazza dei Mutilati, la zona del Trincerone, parte di via Arce e via Fieravecchia (l’elenco delle strade a «rischio» è disponibile sui siti del Comune di Salerno e della Prefettura di Salerno). In tarda serata il prefetto annunica: «il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha messo a disposizione degli evacuati anche una nave». L’organizzazione dei servizi. Nell’immediato, già da ieri sera, la Protezione civile (assessore Augusto De Pascale) ha provveduto ad allestire la prima accoglienza degli evacuati presso lo stadio Vestuti. Circa 150 posti letto sono anche stati predisposti presso la scuola Medaglie d’Oro. Gli agenti della polizia municipale hanno lavorato tutta la notte innanzitutto per avvisare la cittadinanza interessata all’evacuazione, quindi per allestire dei percorsi stradali alternativi. Un pronto intervento per i cittadini malati che necessitano di cure o che si sentano male, è stato invece predisposto dalla Asl presso il San Leonardo. Aperta agli evacuati anche la clinica Tortorella. La circolazione. Rallentamenti per la circolazione ferroviaria lungo la tratta Cava-Salerno per il rischio esplosione che coinvolge anche la galleria Santa Lucia a 80 chilometri l’ora. Le Ferrovie dello Stato hanno predisposto una unità di crisi pronta a intervenire con eventuali servizi sostitutivi. Per quanti invece utilizzano l’autostrada, chiuso lo svincolo Salerno centro, si dovrà uscire a Fratte per la parziale chiusura di via Pio Xi. Off limit anche il Trincerone. Il ritrovamento dell’ ordigno bellico ha comportato l’interruzione del traffico ferroviario tra nord e sud Italia. I treni provenienti dal nord vengono fatti fermare a Napoli, quelli in arrivo dal sud a Battipaglia. La notizia, diramata dalle agenzie, è stata poi corretta in serata dal prefetto che ha parlato di «ralelntamenti» nel transito dei convogli. Nelle zone citatdine interessate agli sgomberi sarà vietata la circolazione. Il sindaco. Il primo cittadino Vincenzo De Luca lancia un appello ai salernitani. a collaborare.

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    E il Vestuti diventa centro di raccolta

    Pericolo bomba, cinquemila sfollati
    Evacuati i residenti nelle zone tra via Rafastia, Principati e Vernieri. Emergenza fino a domenica
    Bomba in pieno centro. Cinquemila persone, avvisate con ogni mezzo, anche con i megafoni,dovranno lasciare le abitazioni per 144 ore (il tempo entro il quale l’innesco potrebbe causare l’esplosione dell’ordigno, secondo i calcoli degli artificieri). In fuga gli abitanti dell’area circoscritta ieri dai tecnici della Protezione civile riuniti d’urgenza dal prefetto Claudio Meoli dopo il ritrovamento della bomba aerea di fabbricazione inglese in via Rafastia, alle spalle di via Michelangelo Schipa. L’ordigno, rinvenuto dagli operai della ditta che sta realizzando il parcheggio sotterraneo nei pressi degli uffici giudiziari, è stato ritenuto «pericoloso» dagli artificieri. Vi sono difatti due spolette ancora attive mentre la bomba pesa 500 libbre. E non solo. Gli artificieri hanno anche constatato che si tratta di un tipo di ordigno ad «innesco ritardato». Cioè, una volta smosso (è accaduto al ritrovamento) può esplodere nelle successive 144 ore. Prima di domenica mattina, dunque, gli artificieri dell’esercito non potranno lavorarci.

    Nelle prime ore dell’emergenza il glorioso impianto – evacuato in fretta dagli sportivi che si stavano allenando – ospita soltanto l’attesa. «Fra poco arriverà l’ondata», si ripetono i tecnici l’un l’altro. Passa abbronzatissimo Attilio Bianchi (manager del Ruggi): «Stiamo conteggiando i posti letto disponibili in ospedale». Vengono i dirigenti dell’Asl e gli addetti dei servizi sociali. Si allestisce una sala medica. La macchina è in piena fase organizzativa. Però al check point, dove i giovani operatori dell’Humanitas dovrebbero censire arrivi e partenze, la calma è assoluta. L’emergenza si legge solo nel dispiegamento dei mezzi parcheggiati nel piazzale: vigili del fuoco, polizia municipale, moto mediche. E ambulanze… Ogni tanto ne parte qualcuna per l’epicentro dell’operazione: «Gente che si sente male», spiegano gli autisti partendo a sirene spiegate. È chiaro che il dramma grosso si sta consumando altrove. Ore 22,45. All’altezza di via Zenone, nell’angolo superiore di piazza Casalbore, carabinieri e vigili urbani deviano il traffico. Da lì le macchine non procedono oltre. La stessa cosa succede lungo tutto l’ideale perimetro che, come una fascia di sicurezza, isola l’epicentro del problema. Da questa parte, dalla parte che sale lungo via Pellecchia costeggiando il mercato rionale di via Piave, la piena zona off limits comincia un centinaio di metri più in alto. L’incrocio fra piazza San Francesco e via Schipa è sigillato dai vigili urbani. Una donna anziana sta su una sedia in compagnia della badante. Spaventata? «Io?», fa lei con espressione gagliarda. «Piuttosto – riprende – dite al sindaco e al prefetto che dovrebbero stare qui… Non è che mandano i vigili urbani… Io ho la schiena rotta, ho dovuto rintracciare mia figlia che ora mi viene a prendere». Inoltrarsi in via Schipa è un’esperianza quasi spettrale. Ancora alle 23 è un viavai di persone con trolley e borsoni. Ecco due giovani sotto il portone: «Ci hanno avvisato mezz’ora fa. Andiamo dai parenti». Ecco un signore piuttosto arrabbiato: «Questo fatto si sapeva da stamattina alle 10. Che senso ha avvertirci quasi alle undici di sera? Ora ci aspettano i familiari». Ecco una mamma con la sua bambina: «Ci ospiterà mia sorella a piazza San Francesco. Lì stiamo sicuri?». La bomba famigerata è poco distante, nella curva, sotto i vecchi giardini delle suore (che sono state evacuate a loro volta). Il cantiere è buio. Avanti. I tecnici di Salerno Energia ispezionano i manicotti. Passando avvertono una signora affacciata a un primo piano di via Vernieri: «Chiudete il gas». E lei: «Ce ne stiamo andando…». Passano anche due ragazze con una donna anziana portando due grandi sacchetti: «Stiamo andando dalla zia». In verità ci sono ancora diverse luci accese, nelle case. L’evacuazione è in atto, ma, almeno in queste prime ore, continua a dirigersi verso le case di amici e parenti, in città e fuori. Al ”Vestuti”, ancora a mezzanotte ci sono 6 o 7 persone. «Fra poco l’ondata arriverà», continuano a ripetere gli esperti. Intanto ci sono anziani soprattutto, accomodati sulle panchine. Qualcuno, fra loro, avrà pensato sicuramente a un altro Otto settembre, ben più tragico, distante 65 anni. Coincidenze. Però l’ordigno che ha sconvolto la serenità settembrina di quattromila persone viene da quella stessa guerra mondiale. Alfonso Schiavino

    TUTTI GLI STABILI PER NUMERI CIVICI
    La mappa dei condomini a rischio
    Ecco l’elenco delle strade evacuate: Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto dal civico 3 al 9; Piazza San Francesco d’Assisi dal civico 1 al 30; Piazzetta Monsignor Bolognini; Traversa Maiorino Matteo Francesco; via Alemagna Carlo Alberto; via Arce dal civico 1 al 48; via Avallone Giuseppe dal civico 1 al 69; via Aversano Nicola dal civico 1 al 21; via Bastia; via Capone Pasquale dal civico 1 all’8; via Carmine dal civico 1 al 73; via Cassese Leopoldo dal civico 1 al 35; via Centola Giovanni dal civico 1 al 35; via Costantino l’Africano dal civico 1 al 27; via De Fenza Giacomo, civico 1; via Paolo De Granita dal civico 1 al 28; via De Martino Renato dal civico 1 al 33; via dei Principati dal civico 45 al 94; via Fieravecchia dal civico 36 al 48; via Generale Amaturo Michele; via Generale Gonzaga don F.Maria dal civico 1 al 51; via Grafeo Benvenuto dal civico 1 al 16; via Guglielmo da Ravenna; via Incagliati Matteo dal civico 1 all’8; via Lanzalone Giovanni; via Lanzara Raffaele dal civico 1 al 22; via Mascia Mario dal civico 1 al 16; via Mosca Gaspare dal civico 1 al 25; via Negri Giovanni dal civico 1 al 3; via Paglia Marino dal civico 1 al 41; via Pellecchia Vincenzo civico 2 e 3; via Piave dal civico 3 al nove; via Pietro da Eboli dal civico 8 al 22; via Pio XI dal civico 1 al 96; via Poerio Bonaventura dal civico 1 al 18; via Prignano Bartolomeo dall’1 al 9; via Rafastia dall’1 all’11; via Ripa Matteo dal 7 al 13; via San Gregorio VII dall’1 al 46; via Santa Caterina Alessandrina dall’1 al 26; via Schipa Michelangelo dal civico 1 al 59; via Sica Vincenzo dal civico 1 al 39; via Velia 94-96-98; via Vernieri Michele dall’1 al 123.

    Assistenza, ecco a chi rivolgersi
    Operativi anche diversi numeri di emergenza per chiedere informazioni. Comando vigili: 800890033- 089663111-089753822. Quindi il numero del Vestuti: 089.666644. Il prefetto di Salerno, Claudio Meoli, lancia anche un appello affinchè siano tenute in considerazione alcune regole per garantire la sicurezza delle proprie case: chiudere il gas, i rubinetti e staccare il contattore. Ricordarsi di portare con se i medicinali salvavita. E, soprattutto, ricordarsi di portare con se i propri documenti di riconoscimento. «Soprattutto – ribadisce il prefetto – mantenere la calma. Non crediamo che ci siano grossi pericoli ma dobbiamo predisporre queste misure in via preventiva».fonte www.ilmattino.it

    Ordigno bellico: Capitano dell’esercito: “la bomba può scoppiare in qualsiasi momento”

    “La bomba può scoppiare in qualsiasi momento”. A dirlo è il capitano del 21esimo reggimento dell’Esercito, Genio guastatori della sede di Caserta, Fabio Fazino che sta seguendo la situazione.“Si tratta – dice – di una bomba intelligente, di fabbricazione inglese, dotata di una spoletta che non consente di sapere in che condizioni si trova. Dalle pochissime foto che abbiamo effettuato e da analisi tecniche il tempo massimo di scoppio è pari a 144 ore dal momento del ritrovamento”.

    L’ordigno, prosegue il capitano dell’Esercito, non può essere spostato: “La bomba sarà prima svuotata sul posto dopo di che sarà rimossa la spoletta. Il fatto che si trovi a quattro metri del livello stradale rappresenta una protezione visto che non può subire nessuno tipo di oscillazione”.

    Ordigno bellico: De Luca: “Bisogna avere pazienza fino a domenica”, ampliata la zona rossa

    Il Comune di Salerno ha deciso di ampliare la zona rossa per motivi di sicurezza: dalle oltre iniziali quattromila persone da sfollare, come era stato previsto nella tarda serata di ieri, ora sono state superate abbondantemente le cinquemila unità.Nel frattempo, da ieri sera nella zona si è provveduto ad interrompere la rete del gas metano e quella idrica, mentre resta in funzione la rete elettrica.

    ”La situazione di allerta per il ritrovamento dell’ordigno bellico resterà fino a domenica prossima. Lo ha ribadito il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca dopo la presentazione della relazione dal Genio militare che parla di 144 ore di allerta a partire da lunedì mattina:

    “Secondo questo calcolo, arriviamo a mezzogiorno di domenica prossima, dobbiamo augurarci che da un minuto dopo comincino i lavori per lo sminamento dell’ordigno e che la gente nella giornata di domenica possa rientrare negli appartamenti perché sei giorni sono davvero pesanti. Abbiate pazienza e senso di responsabilità – dice De Luca -. E’ un problema che ci è capitato tra le mani, non dipende da nessuno di noi. Abbiamo il dovere di governarlo al meglio e nell’interesse delle nostre famiglie”.
    TUTTI I NUMERI UTILI PER L’EMERGENZA

    Ordigno: stop a luce e gas per scoraggiare rientro sfollati, non a rischio gara della Salernitana

    Si intensificano i controlli nella zona rossa oggetto dell’ordinanza di sgombero. Per evitare che qualche famiglia possa non rispettare l’ordinana scatta il provvedimento di sospensione di acqua, luce e gas. Un provvedimento che nelle intenzioni dovrebbe scoraggiare il rientro anticipato nelle rispettive abitazioni dei 5 mila sfollati. La situazione al momento è tranquilla anche se non sono mancati i momenti di tensione.”Un malato terminale e una madre con un bambino non volevano lasciare la casa ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Denunciate tre persone per non aver rispettato l’ordinanza.

    Il prefetto Meoli potrebbe presentare nelle prossime ore la richiesta al sindaco De Luca di posticipare a lunedì prossimo l’apertura di tutte le scuole della città, anche di quelle lontane dall’area interessata e che sarebbero dovute aprire nei prossimi giorni: “Questo è un evento che sta interessando tutta la città, è giusto che sia così”, ha concluso il prefetto.

    Al momento, invece, la gara di campionato tra Salernitana e Frosinone in programma all’Arechi sbato pomeriggio è stata confermata. Nessuno slittamento nonostante l’impiego di molti uomini nella zona rossa per controllare l’area evacuata e prevenire fenomeni di sciacallaggio.

    fonte www.salernonotizie.it

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