SALERNO, OPERAZIONE ANTIBRACCONAGGIO DEL WWF NEL CILENTO

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A seguito di segnalazioni pervenute presso gli uffici dell’Assessorato Provinciale alla Tutela Animali di Salerno, gli agenti del WWF, sollecitati dall’Assessore Piero Cardalesi, si sono portati nel comune di Castellabate per verificare la presenza di bracconieri che praticano l’uccellagione (cattura massale di uccelli con reti da posta) nell’ area del Parco del Cilento. Giunti nell’area segnalata e dopo un’attenta perlustrazione, gli agenti hanno avvertito un forte cinguettio provenire dalla mansarda di una casa della zona, segno inequivocabile della presenza di avifauna. Ottenuta la pronta collaborazione dei Carabinieri della vicina Stazione di Castellabate, si è proceduto a visitare l’interno dell’abitazione con la piena disponibilità del proprietario. E’ stato solo a quel punto che il gruppo formato da oltre 10 agenti si è reso conto dell’estrema gravità della situazione scoperta:

diverse reti usate per l’uccellagione, gabbie trappole a scatto manuale, centinaia di gabbiette, voliere, aste per zimbelli vivi, etc.

Insieme ai mezzi di cattura vietati sono stati ritrovati anche molti uccelli vivi, circa un centinaio, tutti appartenenti a specie particolarmente protette e tenuti in gabbia in condizioni precarie. Tra questi vi erano:

cardellini, fanelli, lucherini, frosoni, fringuelli, verzellini e verdoni. La cosa che ha più inorridito gli operanti è stato scoprire che molti esemplari erano stati legati con imbracature di spago per facilitarne l’uso come richiami vivi (gli uccelli vengono strattonati per provocarne il volo ed attirarne degli altri), altri avevano le ali tagliate per costringerli a non muoversi e purtroppo, in alcuni casi, ai poveri uccelletti erano stati accecati gli occhi, pratica barbara usata per stimolarne le doti canore.

Giunti in caserma, al bracconiere è stata ipotizzata l’infrazione di diversi reati e in particolare, esercizio dell’uccellagione, con l’aggravante dell’Area Parco, detenzione di specie particolarmente protette dalla Convenzione di Berna, furto venatorio, ricettazione, ma soprattutto il crudele e ingiustificato maltrattamento animale. L’unica nota positiva della giornata è stata la liberazione di più della metà degli esemplari in aperta campagna, sotto lo sguardo contento di alcuni curiosi attirati dall’evento inconsueto.

Più volte ci è capitato e ci capiterà di avere a che fare con atti di bracconaggio di questo genere, che il più delle volte si possono reprimere solo laddove ci sia l’ impegno e la sensibilità di persone civili, ma ogni volta non si può che restare basiti di fronte alla crudeltà gratuita di uomini che osano definire passione la sevizia di uccelli inermi al solo scopo di procurarsi piacere o facile guadagno

 

fonte positanonews.it

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