Riappropriamoci della nostra storia: la Rivolta del Cilento e le vicissitudini dei fratelli Capozzoli

Pubblicato il Pubblicato in Informazioni Portale

“Riappropriamoci della nostra storia: la Rivolta del Cilento e le vicissitudini dei fratelli Capozzoli”. Un tema suggestivo per un ciclo di quattro incontri che l’Associazione Culturale “Cis Alentum”, il Circolo Legambiente “Horreum”, il Csa Buco 1996, il Forum dei Giovani di Orria, la Pro Loco “Paolo De Matteis” e i Ragazzi di Gorga (con il patrocinio dei comuni di Orria e Stio e dell’Ordine Regionale dei Giornalisti della Campania) hanno organizzato per ricordare, a 180 e 160 anni di distanza, gli eventi che hanno segnato un passaggio fondamentale di un territorio e di un popolo: la Rivolta del Cilento del 1828 e del 1848. Sei Associazioni che operano in quattro paesi diversi del Cilento collinare che mettono insieme idee e lavoro per dar vita ad un evento, frutto dell’associazionismo senza campanili, teso ad invertire una tendenza egoistica e localistica, che finora non ha prodotti risultati positivi. Dopo Monteforte Cilento, paese di origine dei fratelli Capozzoli ( i rivoluzionari che cercarono attraverso le loro azioni di liberare il Cilento dalla potenza asfissiante dei Borboni), sede della prima tappa, lo scorso14 marzo, dove è stato presentato il tour in uno con il libro di Giuseppe Liuccio “ Cilento e libertà:i paesi della rivoluzione”, è stata archiviata anche la seconda tappa in quel di Gorga, venerdì 28. Laddove Giuseppe Galzerano ha presentato, al Centro di Formazione Ambientale, il volume “I Capozzoli e i moti del 1828”,di cui è autore ed editore. Alla presentazione ha fatto seguito il dibattito sui movimenti rivoluzionari cilentani, la loro importanza ed il loro fallimento, con l’autorevole intervento di Antonio La Gloria. L’incontro è stato moderato da Nicola Salati. La mostra a cura di Domenico Ciardella “Le vicissitudini dei fratelli Capozzoli”, frutto di una minuziosa ricerca storica e di vita, attraverso immagini (è stata molto apprezzata la riproduzione dei volti dei fratelli Capozzoli) e documenti inediti, ha fatto da corollario. Sono già in corso i preparativi per il terzo appuntamento, in calendario il 4 aprile, che si terrà a Gioi, saletta parrocchiale alle 17.30. La proiezione del film-documentario “1848: Barricate a Napoli” (regia di Attilio Rossi) sarà preceduta dagli interventi di don Guglielmo Manna, Antonio La Gloria e Clodomirio Tarsia (curatore della produzione) con dibattito, moderati da Andrea Salati.
Quindi l’ultima tappa del tour, il 18 aprile a Piano Vetrale, sala comunale alle 17.30, con una tavola rotonda per tirare le conclusioni del “lungo girovagare” per il Cilento collinare e per immaginarsi iniziative future. Interverranno Domenico Ciardella, Giuseppe Galzerano, Antonio Infante, Antonio La Gloria, Giuseppe Liuccio, don Guglielmo Manna, Catello Nastro e Clodomirio Tarsia. Moderatore il presidente dell’Ordine Regionale dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli. Nella sala si potranno ammirare due mostre: “Le vicissitudini dei fratelli Capozzoli” di Domenico Ciardella e “I cimeli storici” di Catello Nastro.
“Una serie di incontri culturali itineranti, vera novità per il Cilento. Per far rivivere e riappropriarci della nostra storia – spiegano gli organizzatori -. Innanzitutto la scelta dei fratelli Capozzoli non è stata a caso. Abbiamo voluto iniziare con essi, figure spesso bistrattate dagli storici, un discorso nuovo per far capire che è a loro che ci dobbiamo ispirare se vogliamo un Cilento non più sottomesso ai grandi centri di potere e libero, finalmente, dopo decenni di oscurantismo, di poter esprimere tutte le potenzialità per troppo tempo sottaciute. E poi, l’altro elemento importante è che per la prima volta realtà di paesi diversi si mettono insieme fare cultura, lasciando da parte i campanilismi che per troppo tempo non hanno permesso uno sviluppo socio-economico a una delle terre più belle d’Italia. Del resto solo riappropriandoci della nostra storia e ricominciando a fare cultura possiamo vivere bene il presente e programmare al meglio il futuro in un territorio avaro di aspettative ed ancor più di prospettive”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *