Parco del Cilento e Vallo di Diano, al via la fase del rilancio turistico

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Come era successo qualche anno fa con la Fondazione Ravello, è di nuovo il professore Domenico De Masi , in qualità di neo-presidente del Parco, al timone di un progetto molto ambizioso: rilanciare l’immagine turistica del Parco del Cilento e Vallo di Diano, organizzando la prima Convention degli Operatori turistico-alberghieri attivi nel Parco.
Un’iniziativa di grande impatto, che ha visto la partecipazione, nella tre giorni di Convention, dal 28 al 30 marzo scorsi, di numerosi inviati della stampa italiana ed estera, di addetti commerciali e culturali delle Ambasciate di Cina, Giappone, Polonia, Svizzera, Bulgaria, Slovacchia, Grecia, Croazia e Romania e ancora di rappresentanti diplomatici di Olanda, Spagna, Grecia, Germani e Portogallo.

Nella giornata di apertura, per l’appunto il 28 marzo, si è svolto l’incontro tra De Masi e gli imprenditori ed operatori turistico- alberghieri che lavorano nel Cilento, reso necessario per analizzare la reale situazione della domanda e offerta ricettiva nell’area del Parco, anche alla luce dei continui scandali di cui è piena la cronaca quotidiana… dalla mozzarella di bufala alla diossina, all’emergenza rifiuti che da mesi ormai sta mettendo in ginocchio l’economia e l’immagine dell’intera regione campana.
Ma è nella giornata di sabato 29, a Palinuro, che è stata organizzata una tavola rotonda dal titolo «Il Cilento apre all’Europa: Parco “No Problem” per un turismo di qualità» avente come scopo far confrontare le rappresentanze della stampa, delle ambasciate, gli operatori turistici del Cilento con le autorità politiche del Parco, per meglio comprendere quali siano le risorse, le ricchezze del territorio in questione, sulla base delle quali avviare un’efficace attività di promozione commerciale e turistica diretta al mercato nazionale ed internazionale.

“È un grido di allarme quello che voglio lanciare, perché siamo in crisi, bisogna tamponare l’emorragia che l’emergenza rifiuti sta causando sul turismo campano e perciò anche nel nostro territorio, dobbiamo intervenire e rilanciare il Parco – afferma Angelo De Vita, Direttore Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano – Abbiamo a che fare con un territorio vasto, intorno ai 181 mila ettari, che comprende al suo interno 95 comuni per un totale di 250 mila abitanti, ma ciò che costituisce la sua ricchezza è l’insieme di tante diversità biologiche, morfologiche, antropiche di cui si compone, basti pensare alla costa con mare pulito e buon movimento turistico estivo, ma spostandosi di poco verso l’interno, in collina, già troviamo dei piccoli paesi in fase di abbandono, per non parlare poi dell’ambiente montano, per questo motivo – conclude De Vita – abbiamo istituito un centro studi per comprendere meglio le problematiche di un territorio come quello del Parco, dove si alternano zone ad alta concentrazione abitativa ad altre ormai disabitate”.

Analizzando i dati relativi alla domanda ed offerta ricettiva del Parco del Cilento e Vallo del Diano, raccolti nel periodo di riferimento 1998-2005, emerse che a fronte di 239 esercizi alberghieri, prevalentemente di 4/5 stelle, già esistevano 453 strutture extralberghiere, di diversa tipologia e caratterizzate da un andamento in forte crescita, pari all’83%.
In particolare fu evidenziato che nel settore extralberghiero, la tipologia prevalente fosse al 45% quella degli “alloggi in affitto”, seguita dai “campeggi e villaggi turistici” ed “alloggi agroturistici e countryhouse”, con un incidenza sul territorio del Parco di gran lunga maggiore che nel resto del territorio provinciale e regionale.

Ma forse il dato più preoccupante che emerse durante la ricerca riguarda la questione della distribuzione delle strutture ricettive, che risultarono concentrate solo in alcuni comuni, come Camerata e Capaccio, mentre il 40% dei totali 95 di cui si compone il Parco, si presentavano completamente privi di alcuna forma di ricettività.

Ecco la motivazione per cui la Convention assume un ruolo importante per il rilancio turistico del Parco del Cilento, una vetrina internazionale per incentivare lo sviluppo di questo territorio ricco di risorse, in grado di accontentare palati eterogenei che per esempio amano il mare, con lo splendido promontorio di Capo Palinuro, ricco di grotte marine, che si estende lungo la costa fino a Marina di Camerota e Porto Infreschi, oppure che sono affascinati dalla montagna o che desiderano unire divertimento e cultura con la possibilità di visitare il sito archeologico di Velia, antica città greca sorta nel 540 a.C. ed ora inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dall’Unesco.

“Perché questo incontro? Perché credo che sia importante rendere partecipi tutti i soggetti che a vario titolo operano nel Parco per avviare il rilancio dell’area, chiedendo direttamente a voi quali sono i punti di forza e di debolezza del Cilento – afferma Domenico De Masi, Presidente Parco Nazionale del Cilento e Vallo del Diano – personalmente ritengo che il Cilento sia la meta giusta per la soddisfazione dei bisogni radicali dell’uomo, ma la presenza della stampa e dei rappresentanti delle ambasciate estere serve per capire qual’è l’immagine del nostro Paese e della Campania al di fuori, anche per poter intervenire e incrementare la presenza degli stranieri nel territorio cilentano.”

Durante la Convention, molti sono stati gli interventi di giornalisti e rappresentanti delle diplomazie estere che hanno fornito alcuni suggerimenti su come poter intervenire per far ripartire la macchina del turismo del Parco.
Formazione e specializzazione professionale dei giovani residenti nell’area, promozione di pacchetti turistici in cui unire arte, natura, mare, prodotti enogastronomici specifici cilentani, incremento della qualità dei servizi ricettivi offerti, creazione di manifestazioni ed eventi culturali senza dimenticare il miglioramento della viabilità per rendere più facilmente raggiungibile il territorio sia in macchina che in treno e aereo.
A conclusione dell’incontro dibattito è comunque emerso un giudizio positivo per quanto riguarda la validità complessiva del prodotto Parco del Cilento e Vallo di Diano, a fronte del timore che le vicende di attualità avessero completamente oscurato la bellezza della Campania e di queste sue perle.

A questo punto alle autorità politiche del Parco, De Masi in prima persona, non resta che incrementare l’impegno nella promozione del territorio cilentano, anche tramite internet e sperare nel raggiungimento dello stesso successo conseguito nell’altra più famosa costiera campana.
Barbara Tummolo

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