Orria: volge al termine ‘Riappropriamoci della nostra storia: la rivolta del Cilento e le vicissitudini dei fratelli Capozzoli’

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Volge al termine il tour nel Cilento collinare sul tema“Riappropriamoci della nostra storia: la rivolta del Cilento e le vicissitudini dei fratelli Capozzoli”, che l’Associazione Culturale “Cis Alentum”di Monteforte Cilento, il Circolo Legambiente “Horreum”di Orria, il Csa Buco 1996 di Gioi, il Forum dei Giovani di Orria, la Pro Loco “Paolo De Matteis”di Piano Vetrale e i Ragazzi di Gorga (con il patrocinio dei comuni di Orria e Stio e dell’Ordine Regionale dei Giornalisti della Campania) hanno organizzato per ricordare, a 180 e 160 anni di distanza, gli eventi che hanno segnato un passaggio fondamentale di un territorio e di un popolo: la rivolta del Cilento.
Il primo incontro si è tenuto a Monteforte, paese di origine dei fratelli Capozzoli (dai più visti come briganti, ma veri e propri rivoluzionari che cercarono attraverso le loro azioni di liberare il Cilento dalla potenza asfissiante dei Borboni) venerdì 14 marzo, presso la sede dell’Associazione Culturale “Cis Alentum”. In questa occasione è stata presentata la manifestazione e il libro “Cilento e libertà: i paesi della rivoluzione” di Giuseppe Liuccio, con interventi di Oreste Mottola, Franco La Tempa e Gianni Iuliano. Moderatore della serata Mauro Salerno, anche portavoce delle Associazioni.
Il secondo incontro, venerdì 28 marzo,ha fatto tappa a Gorga al Centro di Formazione Ambientale. La serata è stata incentrata sulla presentazione del volume “I Capozzoli e i moti del 1828”, con l’intervento dell’autore Giuseppe Galzerano ed un ampio dibattito moderato da Nicola Salati. Ha fatto da cornice la mostra a cura di Domenico Ciardella “Le vicissitudini dei fratelli Capozzoli”.
Per il terzo appuntamento, in calendario il 4 aprile, ci si è spostati a Gioi, saletta parrocchiale. La proiezione del film-documentario “1848: Barricate a Napoli” (regia di Attilio Rossi) è stata preceduta dagli interventi di Giovanni Gogliucci, portavoce delle Assoociazione, e poi dalle relazioni di don Guglielmo Manna, Antonio La Gloria e Clodomirio Tarsia (curatore della produzione), moderati da Andrea Salati.
Il ciclo si conclude venerdì 18 aprile a Piano Vetrale, ridente frazione di Orria, sala delegazione comunale alle 17.30, con una tavola rotonda per tirare le conclusioni del “lungo girovagare e trarre buoni auspici per il futuro”. Intervengono Domenico Ciardella, Giuseppe Galzerano, Antonio Infante, Antonio La Gloria, don Guglielmo Manna, Catello Nastro e Clodomirio Tarsia. Moderatore il presidente dell’Ordine Regionale dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli. Nella sala si potranno ammirare due mostre: “Le
“Una serie di incontri culturali itineranti, vera novità per il Cilento. Per far rivivere e riappropriarci della nostra storia – spiegano gli organizzatori di questa iniziativa, novità assoluta nel comprensorio cilentano. Innanzitutto, le vicissitudini dei fratelli Capozzoli non ancora ben accette da tutti. Abbiamo voluto, appunto, iniziare con essi, figure spesso bistrattate dagli storici, un discorso nuovo per far capire che è a loro che ci dobbiamo ispirare se vogliamo un Cilento non più sottomesso ai grandi centri di potere e libero, finalmente, dopo decenni di oscurantismo, di poter esprimere tutte le potenzialità per troppo tempo sottaciute. E poi evidenziare l’altro elemento importante: per la prima volta realtà di paesi diversi si mettono insieme per fare cultura, lasciando da parte i campanilismi che per troppo tempo non hanno permesso uno sviluppo socio-economico a una delle terre più belle d’Italia. Del resto solo riappropriandoci della nostra storia e ricominciando a fare cultura possiamo vivere bene il presente e programmare al meglio il futuro in un territorio avaro di aspettative ed ancor più di prospettive. Le tre tappe precedenti questa di Piano Vetrale per la qualità degli interventi e per la partecipazione di pubblico ci incoraggiano e ci spingono a proseguire anche in futuro per questa strada di abbattimento dei campanili per combattere l’impoverimento della cultura che sta portando all’impoverimento della qualità di vita del territorio cilentano”.

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