Il ‘verde’ non piace al nuovo governo

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parco nazionale del cilentoROMA – “In un solo colpo spariranno ben 19 parchi nazionali su 23 e l’Italia della natura, del paesaggio, delle produzioni tipiche e di qualità, tornerà di nuovo ostaggio della burocrazia ministeriale con la vecchia impostazione dei parchi storici degli anni 70”.

E’ preoccupato il commento del responsabile aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti, sul provvedimento annunciato dal ministro Tremonti, che prevede l’abolizione di tutti gli enti pubblici non economici con meno di 50 addetti. Queste norme, per una dimenticanza dell’esecutivo o forse, addirittura, per una scelta deliberata, oltre a colpire comunità montane e province, nei fatti si estendono pericolosamente a tutto il sistema delle aree protette che sono appunto enti pubblici non economici.

“Sia che si tratti di una svista che di una scelta volontaria – continua Nicoletti – è un atto gravissimo che cancella il rapporto degli enti parco con il territorio e vanifica l’intenso lavoro fatto negli ultimi 15 anni per strutturare in tutto il Paese un sistema ampio e diffuso di aree protette gestite d’intesa con le comunità locali”. Legambiente ricorda che oggi sono 23 gli enti parco che gestiscono e tutelano quasi 1.500 ettari di superficie in tutta Italia e se il provvedimento dovesse essere approvato rimarrebbero in vita solo gli enti parco d’Abruzzo, quello del Cilento, quello del Gran Paradiso e del Pollino.

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