“Etichettare i prodotti di provenienza salernitana”

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Proporre un logo che sia comune ai caseifici, ma che non vada in conflitto con quello del Consorzio di Tutela. Potere indicare chiaramente sulle confezioni della mozzarella la tracciabilità del latte. Far capire agli acquirenti che si tratta di prodotti salernitani. Sono queste le proposte emerse nel corso dell’incontro convocato martedì pomeriggio a Capaccio dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pasquale Marino per discutere con gli addetti ai lavori del calo di vendite nel comparto caseario e della conseguente crisi dei produttori di latte. Erano presenti molti allevatori della Piana del Sele e anche diversi rappresentanti istituzionali: l’assessore provinciale all’Agricoltura Corrado Martinangelo, il consigliere regionale Gerardo Rosania, il sindaco di Giungano Franco Palumbo, il sindaco di Serre Palmiro Cornetta.
Ad esprimere la posizione unanime degli allevatori è stato il presidente della loro associazione, Antonello Petraglia: «Gli allevatori devono poter indicare la qualità del latte». Mimmo Nese, del settore veterinario dell’Asl Salerno 3 ha suggerito che si dia la possibilità agli allevatori di chiedere il riconoscimento dello stato di crisi. Guido Contini, del Consorzio Alba, da anni impegnato nella lavorazione e vendita di carne di bufalo, ha spiegato che le vendite stanno iniziando lentamente a riprendere «ma ci ha salvato l’aver indicato sulla confezione che si tratta di carne bufalina “cilentana”». Non si può far finta che, al di là dell’emergenza rifiuti, non ci sia problemi anche nella Piana del Sele connessi alla salute degli animali. «In tale eventualità – ha detto Rosania – bisogna arrivare a far sì che vi sia una remunerazione a fonte dell’abbattimento di animali».

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