EMANUELE FILIBERTO, VOGLIO FAR IL PRESIDENTE DEL PARCO DEL CILENTO

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«Io presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano? Subito. Chi meglio di me ha conoscenze internazionali, può trovare investimenti e fondi stranieri per promuovere questa splendida terra? Penso ad una nuova forma di turismo, ecologico, che rivaluti il territorio invece di distruggerlo, come è purtroppo accaduto dagli anni ´70». Emanuele Filiberto di Savoia, al suo secondo giorno nel Cilento, dopo Paestum visita la costa tra Palinuro e Marina di Camerota. E fa subito parlare di sé, candidandosi alla guida dell´ente Parco. Un´ipotesi raccolta la balzo dal sindaco di Centola, Romano Speranza, che annuncia: «Lo chiederò subito al ministro dell´ambiente Stefania Prestigiacomo». Definisce la visita «un´anteprima per lo sviluppo» e dona al reale un quadro raffigurante capo Palinuro. Consensi all´idea di una presidenza del Parco retta dal principe ereditario vengono anche dal direttore del Museo del mare di Pioppi ed esponente provinciale di An, Gabriella Natale, che assieme al presidente del consiglio comunale di Pagani Massimo D´Onofrio ha ideato il tour cilentano del rampollo di casa Savoia. A fare gli onori di casa anche l´assessore al turismo di Centola, Rita Corradin, e l´ex vicesindaco di Camerota, Mattia del Duca. Di scorta al gruppo il comandante della stazione carabinieri di Centola, Giuseppe Sanzone, e il comandante del locale circomare Vittorio Giovannone. La mattina inizia con l´imbarco nel porto di Palinuro con prua rivolta alle grotte, ma il mare grosso non consente la visita agli spettacolari antri. Poco male, il principe è contento lo stesso, come racconta nel corso dell´aperitivo offerto dal grand hotel San Pietro. «Ho ammirato questa costa che non conoscevo – dice Emanuele Filiberto a bordo piscina, mentre è apprezzato e immortalato in decine di scatti dai turisti che intanto prendono il sole o fanno il bagno – Tre anni fa ero passato in barca rapidamente con mia moglie ma non mi ero fermato. Devo dire che è un vero spettacolo». Continua, sollecitato dalle domande. «Il territorio cilentano è magnifico, bellissimo. Ci sarebbero tante cose da fare. Prima di tutto preservare quello che già c´è e, poi, provare a incentivare un maggiore turismo, soprattutto ecologico. Qui le persone sono grandi lavoratori e, malgrado quello si dice, ci sono belle realtà aziendali che vanno sviluppate». E promette: «In me avete un amico. Se posso dare il mio contributo, aiutare a trovare dei fondi per far rinascere questa meravigliosa terra, lo faccio con piacere. Sono 5 anni che giro per l´Italia, conosco persone, scopro il territorio e divento al 100% italiano. Credo che sia l´ora di fare il passo successivo e pensare concretamente a cosa fare». Anche in tema di crisi del turismo il principe-viaggiatore entra nel cuore del problema. «Il fatto è che adesso i turisti voglio qualcos´altro – dice Emanuele Filiberto – Con l´euro agli attuali livelli, per far venire gli americani o gli asiatici bisogna offrire servizi e infrastrutture. Un consiglio agli amministratori? Amino la propria terra più delle proprie tasche». Poi la visita prosegue a Marina di Camerota, dove è un buffet con prodotti tipici in piazza San Domenico. Passeggiata nei vicoli, strette di mano, dono di un libro di storia da Enzo Bifulco e pranzo al ristante Antica Marina con prelibatezze di Camerota, Licusati, Marina e Lentiscosa.

(Elisabetta Manganiello, Il Mattino)

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