Corleto Monforte, riparte il progetto “Nonno civico”

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Il ricamo e l’uncinetto, la lavorazione del ferro e del legno, finanche la trasformazione di grano e latte: mestieri antichi e preziosi poiché custodi della memoria di un popolo ma che potrebbero finire nel dimenticatoio se le generazioni “eredi” di questo patrimonio non sono pronte a farne tesoro. Con questa convinzione, e dopo il successo della precedente annualità, il Comune di Corleto Monforte, retto da Antonio Sicilia, insieme al Piano di Zona Ambito S6 e con la collaborazione del mondo scolastico, ha deciso di dare continuità al progetto “Nonno civico” che è nato con diverse finalità, in primo luogo quella di favorire un’integrazione tra giovani e meno giovani, e poi di evitare di disperdere quel patrimonio di saperi tanto importante nelle comunità rurali. Come l’anno scorso, anche per questa seconda edizione gli insegnanti sono Luigina Salomone e Giovanni Mordente, che sono i nonni civici e che insegnano l’una il ricamo e l’uncinetto e l’altro la lavorazione del legno, mentre Nicola Mottola che non riveste la carica di nonno civico ma che di mestiere fa il fabbro, insegna ai ragazzini la lavorazione del ferro. Anche quest’anno le lezioni, che avranno come coprotagonisti una trentina di alunni delle scuole elementari, si svolgeranno nella sala polifunzionale “Giovanni Giuliano”, che peraltro dallo scorso mese di gennaio è dotata anche di uno spazio destinato alle attività degli anziani. Il progetto, frutto dell’impegno dell’assessore alle Politiche Sociali nonché vicesindaco, Carmine Palese e di Michela Impemba, Antenna Sociale, è in corso a partire dal mese di febbraio e terminerà a maggio, ma durante l’estate continuerà, e per quanto riguarda l’uncinetto e il ricamo, coinvolgerà le ragazze anche di età superiore.

“Riprendiamo con orgoglio un’iniziativa che si è rivelata decisamente positiva – afferma Michela Impemba – soprattutto perché i ragazzi sono contenti di svolgere queste attività, come dimostra il fatto che il progetto avrà un seguito anche d’estate”. Pensiero condiviso anche da Carmine Palese che ha voluto fortemente ripetere l’esperienza dell’anno precedente per tramandare alle giovani generazioni attività e mestieri del passato.

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