Arrestato dopo la partita di calcio

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Espulso dal campo ha aggredito carabiniere

 

Capaccio. Violenza e resistenza a pubblico ufficiale. E’ questa l’accusa per Pasquale Di Luccio 26 anni di Agropoli, calciatore della squadra “Mondial Agropoli”, che milita nel campionato regionale dilettanti di seconda categoria. Il giovane è stato arrestato domenica per l’aggressione a un carabiniere, avvenuta nel corso di una partita a Capaccio, presso lo stadio “Mario Vecchio” tra le squadre “Mondial Agropoli” e “Capodifiume”.
Ieri mattina la vicenda è arrivata davanti al giudice del tribunale di Eboli, che ha stabilito l’inizio del processo per il 4 dicembre. Presenti all’udienza tutti i calciatori della squadra agropolese. «Sulla mia richiesta di termine a difesa – afferma l’avvocato Lorenzo Margiotta, che assiste Di Luccio – è stato vanificato il rito per direttissima. Il mio assistito è stato scarcerato, la vicenda è stata ridimensionata a seguito di diverse testimonianze che smantellerebbero l’accusa».
Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, agli ordini del capitano Giorgio Borrelli, il parapiglio si sarebbe verificato dopo l’espulsione dal campo di Di Luccio. Il ventiseienne, che è impiegato nella segreteria di una scuola del Cilento, è stato invitato dall’arbitro a recarsi negli spogliatoi. Ed è proprio negli spogliatoi che ha avuto origine la lite tra Di Luccio e il custode dello stadio dove si è svolta la competizione sportiva. La lite, alla quale avrebbero preso parte anche altri giocatori agropolesi, in pochi istanti è degenerata. Di Luccio avrebbe spinto il militare facendolo cadere a terra. Per lui la prognosi è di tre giorni.
A quel punto il calciatore è stato fermato e accompagnato in caserma. Ai suoi polsi sono scattate le manette per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Nella serata di domenica sono stati ascoltati diversi calciatori delle due squadre e i dirigenti, tra questi il presidente della squadra “Capodifiume”, Giuseppe D’Amico. «Ho cercato di calmare inutilmente le acque – commenta il presidente D’Amico – non capisco davvero perché i calciatori della squadra agropolese abbiano reagito in quel modo, stavano anche vincendo la partita. In tanti anni che mi occupo di calcio, non ho mai visto una cosa del genere. La veritá è che non c’è più rispetto per le forze dell’ordine che svolgono il loro dovere». D’Amico pensando alle possibili conseguenze, aggiunge: «I miei giocatori non hanno partecipato, non si sono mossi dal campo. Se la Lega calcio dovesse decidere di multarci con una sanzione di 500 euro per quanto è accaduto, ritirerò la squadra dal campionato. A questo punto è meglio non partecipare».

angela sabbetta

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